La riforma delle Province supera l'esame in Corte Costituzionale

Con la sentenza n. 50/2015 depositata ieri dai giudici della Corte Costituzionale sono state respinte le obiezioni sollevate da Lombardia, Veneto, Campania e Puglia, sulla legittimità di 58 dei 151 commi dai quali è costituito l’articolo unico della legge Delrio.

Il ricorso presentato dalle regioni riguardava l’elezione fra i consiglieri comunali del territorio degli organi  politici di Province e Città metropolitane, le modalità di redistribuzione delle competenze degli enti di area vasta e sulla nuova disciplina delle Unioni e delle fusioni di Comuni.
La Corte Costituzionale ha respinto punto per punto le contestazioni stabilendo che non è indispensabile che gli enti previsti dalla Costituzione abbiano una rappresentanza politica eletta direttamente dai cittadini, perché, citando una propria sentenza del 1968, la n.96 le elezioni di secondo grado hanno «piena compatibilità con il principio democratico e quello autonomistico».
Per quanto riguarda la modifica dell’architettura istituzionale dei territori attuata dalla riforma, poi, la ridefinizione di confini e competenze degli enti territoriali è stata effettuata anche se non c’è stata «l’iniziativa dei Comuni» prevista dall’articolo 133 della Consulta, che si riferirebbe alle iniziative relative a un singolo territorio.
In allegato il testo integrale della sentenza.

AllegatoDimensione
sentenza_cc_50_2015.pdf128.24 KB